Assegno di Inclusione (ADI): guida completa per ottenerlo

Cos'è l'Assegno di Inclusione

L'Assegno di Inclusione, chiamato ADI, è il sussidio che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza. Non è uguale al vecchio RdC. Cambia la platea di chi può richiederlo e cambiano le regole.

È pensato per nuclei familiari in difficoltà economica che hanno almeno un componente in una di queste situazioni: minore, over 60, persona con disabilità o in condizione di svantaggio e preso in carico dai servizi sociali.

Se nel tuo nucleo non c'è nessuno in queste condizioni, l'ADI non fa per te. Esiste uno strumento diverso, il Supporto per la Formazione e il Lavoro, pensato per chi è in età lavorativa e senza particolari fragilità.

Vale la pena capire subito a quale misura appartieni, così non perdi tempo con la domanda sbagliata.

Chi può fare domanda: i requisiti principali

I requisiti sono diversi e vanno verificati tutti insieme. Manca uno? La domanda viene respinta.

  • Residenza: devi vivere in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi. Vale per il richiedente e, al momento della domanda, per tutti i componenti del nucleo che rientrano nella scala di equivalenza.
  • Cittadinanza: cittadino italiano, europeo o straniero con permesso di soggiorno di lungo periodo.
  • ISEE: il valore ISEE del nucleo deve essere entro i 9.360 euro.
  • Reddito familiare: sotto i 6.000 euro annui (soglia che sale a 7.560 euro se tutti i componenti hanno 67 anni o più, oppure se sono tutti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza).
  • Patrimonio: immobiliare e mobiliare entro le soglie previste dalla normativa.

Se sei in affitto, la soglia di reddito sale di 3.360 euro annui per coprire la parte dell'affitto.

Quanto si prende: gli importi aggiornati al 2025

L'importo non è fisso per tutti. Dipende dal tuo ISEE, dal reddito del nucleo e da quante persone ci sono in famiglia.

Il beneficio è composto da due parti. La prima, chiamata quota A, integra il reddito familiare fino a 6.000 euro annui, ovvero 500 euro al mese. Questa cifra viene moltiplicata per la scala di equivalenza, che tiene conto della composizione del nucleo. Per nuclei composti solo da over 67 o da persone con disabilità grave, il tetto sale a 7.560 euro annui.

In pratica ricevi la differenza tra quello che già hai come reddito e la soglia massima prevista. Se hai zero reddito, prendi il massimo. Se hai già qualcosa, ricevi meno.

I pagamenti arrivano sulla Carta di Inclusione. Nel 2025 le date di accredito mensile sono fissate al 27 di ogni mese, salvo variazioni comunicate da INPS.

Come fare domanda: i passaggi concreti

La domanda si presenta online. Tre canali possibili: il sito INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite CAF, oppure tramite Patronato. Scegli quello con cui ti trovi più comodo.

Prima di fare domanda devi avere l'ISEE in corso di validità. Senza ISEE non si va da nessuna parte. Se non ce l'hai, passa da un CAF e lo fanno loro.

Dopo aver inviato la domanda, INPS la verifica. Se va a buon fine, ricevi una comunicazione e vieni convocato per sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD) sulla piattaforma SIISL. Questo passaggio è obbligatorio per ricevere i soldi.

Sul sito INPS è disponibile un tutorial PDF passo passo per l'invio della domanda. Utile se vuoi capire cosa troverai prima di sederti al computer.

Cosa succede dopo: rinnovi, controlli e decadenza

L'ADI dura 18 mesi, poi si può rinnovare per periodi di 12 mesi. Non è automatico. Devi verificare che i requisiti ci siano ancora.

Attenzione alle cause di decadenza. Si perde il beneficio se un componente del nucleo rifiuta un'offerta di lavoro ritenuta congrua, se si commettono false dichiarazioni, se non si rispettano gli obblighi del Patto di Inclusione o del Patto di Servizio.

I controlli ci sono. INPS incrocia i dati con l'Agenzia delle Entrate, con i Comuni e con altri enti. Non è raro che arrivi una richiesta di chiarimenti o una revoca se qualcosa non torna.

Se la situazione del nucleo cambia, per esempio un componente trova lavoro o cambia il reddito, devi comunicarlo. Meglio farlo subito che aspettare di dover restituire quanto ricevuto.

Perché rivolgersi al CAF

Il CAF verifica i tuoi requisiti, prepara i documenti e presenta la domanda correttamente. Il servizio è gratuito. Trova un CAF o Patronato vicino a te →

Domande frequenti

Qual è l'importo massimo dell'Assegno di Inclusione nel 2025?

L'importo massimo della quota base (quota A) è di 6.000 euro annui, pari a 500 euro al mese, moltiplicati per la scala di equivalenza del nucleo familiare. Per nuclei composti solo da persone di 67 anni o più, oppure da persone con disabilità grave o non autosufficienza, il tetto sale a 7.560 euro annui.

Quanti anni di residenza in Italia servono per chiedere l'ADI?

Per richiedere l'Assegno di Inclusione occorre risiedere in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi. Questo requisito vale per il richiedente e deve essere soddisfatto anche dagli altri componenti del nucleo familiare inclusi nel calcolo della scala di equivalenza.

Quando arriva il pagamento dell'ADI sulla Carta di Inclusione?

Nel 2025 i pagamenti mensili dell'Assegno di Inclusione vengono accreditati sulla Carta di Inclusione il 27 di ogni mese. Questa data vale per i rinnovi mensili delle misure già in pagamento, a condizione che i requisiti siano confermati da INPS.

Si può fare domanda ADI senza ISEE?

No. L'ISEE in corso di validità è indispensabile per presentare la domanda di Assegno di Inclusione. Senza ISEE la domanda non può essere completata. Chi non ce l'ha può richiederlo gratuitamente presso un CAF, che provvede anche alla compilazione e all'invio della DSU.

Cosa succede se rifiuto un'offerta di lavoro mentre percepisco l'ADI?

Se un componente del nucleo in età lavorativa rifiuta un'offerta di lavoro ritenuta congrua, si può perdere il diritto all'Assegno di Inclusione. La decadenza scatta anche in caso di false dichiarazioni o mancato rispetto degli obblighi previsti dal Patto di Inclusione sottoscritto con i servizi competenti.

Strumenti utili per le tue pratiche

Servizi offerti da letterasenzabusta.com

Trova un centro vicino a te

Puoi rivolgerti a un CAF o Patronato vicino a te per ricevere assistenza su Assegno di Inclusione.

Anche se la scheda di un centro non elenca esplicitamente il servizio che cerchi, contattalo direttamente: molti centri offrono assistenza su pratiche non sempre indicate nel database.

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