Colf e badanti: contratti, contributi e agevolazioni fiscali nel 2025
Guida completa per chi assume colf, badanti e assistenti familiari: contratto nazionale, contributi INPS, busta paga, detrazioni fiscali e come gestire la pratica con il CAF.
Quanti sono i lavoratori domestici in Italia
Il settore è più grande di quanto si pensi. Nel 2024 risultano circa 817.403 lavoratori domestici regolari in Italia, e questo è solo il dato ufficiale.
Di questi, il 68,6% sono stranieri, principalmente dall'Europa dell'Est (circa il 34,8% del totale del settore). Il restante 31,4% ha cittadinanza italiana.
Numeri importanti. Tante famiglie coinvolte. Eppure molti datori di lavoro non sanno ancora come funziona il contratto o cosa spetta versare all'INPS.
Se hai assunto una colf o una badante, o stai pensando di farlo, questa guida ti spiega esattamente cosa fare, senza giri di parole.
Il contratto: cosa dice il CCNL 2025
Il contratto di riferimento è il CCNL per il lavoro domestico, rinnovato per il periodo 2025-2028. Stabilisce minimi salariali, orari, ferie, tredicesima e tutto il resto.
I minimi contrattuali 2025 variano per livello e tipo di rapporto. Per esempio, al livello BS (assistente ad autosufficienti e baby sitter) si parla di 1.003,99 euro mensili per i conviventi, 7,10 euro orari per i non conviventi e 702,81 euro mensili per il part-time.
Il CCNL è consultabile sul sito INPS in formato PDF. Vale la pena leggerlo, almeno le parti su orario e retribuzione.
Ricorda: il contratto va firmato da entrambe le parti. Non basta un accordo verbale per essere in regola.
Come formalizzare l'assunzione con l'INPS
Assumere una colf o badante significa comunicarlo all'INPS prima che inizi il lavoro. Non dopo, prima.
La comunicazione si fa tramite il portale INPS, il Contact Center o i CAF e Patronati abilitati. Serve il codice fiscale di entrambe le parti, i dati del contratto e la data di inizio rapporto.
C'è un'eccezione. Se si tratta di prestazioni occasionali, la procedura è diversa e semplificata. Ma attenzione: l'occasionalità ha limiti precisi, non vale per chi lavora regolarmente ogni settimana.
Una volta formalizzata l'assunzione, l'INPS assegna un codice rapporto che servirà per tutti i versamenti successivi. Conservalo bene.
I contributi INPS: quanto si paga e come
I contributi si versano ogni trimestre tramite bollettino MAV o sul sito INPS. Le scadenze sono fisse: 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre.
L'importo dipende dall'orario di lavoro settimanale e dalla retribuzione. Una parte è a carico del datore di lavoro, una parte del lavoratore. Attenzione: per il 2025, la quota a carico del lavoratore potrebbe non essere dovuta, in base all'articolo 1, comma 161, della Legge 207/2024. Conviene verificarlo direttamente con il CAF.
Non pagare i contributi è un errore costoso. Oltre alle sanzioni, il lavoratore perde copertura previdenziale e assicurativa.
Vale la pena stare in regola. Non è complicato.
Le agevolazioni fiscali per chi assume
Essere in regola conviene anche economicamente. I datori di lavoro che versano regolarmente i contributi INPS per colf o badanti possono dedurre dal reddito imponibile i contributi versati, fino a un massimo di 1.549,37 euro all'anno.
Attenzione: si deduce solo l'importo dei contributi, non lo stipendio. La differenza è importante.
C'è di più. Se la badante assiste un familiare non autosufficiente, esistono ulteriori agevolazioni fiscali legate all'assistenza. Dipende dal caso, e vale la pena approfondire con un operatore CAF.
La detrazione va inserita nella dichiarazione dei redditi con la documentazione corretta: ricevute dei versamenti INPS e contratto firmato. Tienili tutti, ogni anno.
Perché rivolgersi al CAF
Il CAF verifica i tuoi requisiti, prepara i documenti e presenta la domanda correttamente. Il servizio è gratuito. Trova un CAF vicino a te →
Domande frequenti
Quanto si può dedurre dalle tasse per i contributi della colf o badante?
I contributi previdenziali versati all'INPS per colf e badanti sono deducibili dal reddito imponibile fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Si deduce solo l'importo dei contributi versati, non lo stipendio. La deduzione va indicata nella dichiarazione dei redditi con le ricevute INPS come prova.
Come si comunica all'INPS l'assunzione di una colf o badante?
La comunicazione va fatta all'INPS prima dell'inizio del rapporto di lavoro, tramite il portale INPS, il Contact Center oppure tramite un CAF o Patronato. Servono i codici fiscali di datore e lavoratore, i dati contrattuali e la data di inizio. L'INPS rilascia poi un codice rapporto per i versamenti.
Qual è il minimo contrattuale per una badante convivente nel 2025?
Secondo il CCNL lavoro domestico 2025, una badante di livello BS (assistente ad autosufficienti) convivente ha un minimo contrattuale di 1.003,99 euro mensili. Per i non conviventi la tariffa oraria minima è di 7,10 euro. Per il part-time il minimo scende a 702,81 euro mensili.
Ogni quanto si pagano i contributi INPS per la colf o badante?
I contributi INPS per il lavoro domestico si pagano ogni trimestre. Le scadenze sono il 10 gennaio, il 10 aprile, il 10 luglio e il 10 ottobre. Il versamento avviene tramite bollettino MAV o sul portale INPS. Saltare una scadenza comporta sanzioni e lacune nella posizione previdenziale del lavoratore.
Quanti lavoratori domestici regolari ci sono in Italia?
Nel 2024 risultano circa 817.403 lavoratori domestici regolari in Italia secondo i dati ufficiali. Il 68,6% sono lavoratori stranieri, principalmente dall'Europa dell'Est (circa il 34,8% del totale del settore). Il restante 31,4% ha cittadinanza italiana.
Strumenti utili per le tue pratiche
Servizi offerti da letterasenzabusta.com
Trova un centro vicino a te
Puoi rivolgerti a un CAF vicino a te per ricevere assistenza su pratiche colf e badanti.
Anche se la scheda di un centro non elenca esplicitamente il servizio che cerchi, contattalo direttamente: molti centri offrono assistenza su pratiche non sempre indicate nel database.